Playlist.

  1. Blue Suede Shoes
  2. Eleanor Rigby
  3. When the Saints go marchin' in

Dove e quando.

2011 Castelfranco Veneto

Settetto vocale a cappella, l'Anonima Armonisti nacque nella lontana estate del 2003 da un'idea dei fratelli Versino, due ambigui personaggi legati alla musica corale sia da stadio che profana.

Mentre Michele, il più piccolo dei due, poltriva sul divano, Dodo, the Bass, preso da irrefrenabili impulsi armonici, cominciò a spulciare tra le conoscenze che si era creato negli anni in cui si fingeva attore musicista. Scovò senza troppe difficoltà Sergio, artista eclettico e profondamente cazzone, soprannominato il Bianconiglio perché sempre in ritardo. Trovò poi Matan, studente, musicista e cantante rock-blues, che entrò nel gruppo col nome d'arte di Pragma-Man, in riferimento alle sue indiscutibili doti di attinenza alla realtà; l'esatto opposto di Simone, collega universitario, il cui surrealismo latente ha da sempre minato l'equilibrio mentale sia suo che altrui. Quest'ultimo, anch'egli musico, attore, poeta, comico, trascinò nel gruppo Jacopo, un brillante tuttologo di fama (e di fame) il cui eclettismo congenito fa probabilmente invidia a molti. Jacopo ci regalò infine Gabriele, sua creazione di laboratorio, essere praticamente perfetto, che non parla, si lamenta poco, e canta come Frank Sinatra, se non meglio. A questo punto Michele si alzò dal divano e decise di unirsi alla combriccola.

Il neonato gruppo, formato da sette pseudo-ragazzini, classe '78-'85, si lanciò dunque nel canto vocale armonizzato, optando per un repertorio pop-rock complessivamente molto allegro e noto al pubblico con alcune deviazioni sul canto gospel e su quello da osteria. In capo a un mese, il gruppo cominciò a vagare ospitato in concerti altrui, passando per Locanda Blues, Alpheus e altri locali della scena romana. Nell'aprile del 2004 i primi concerti: Ilyo's, B-Good, Nonsolovino, sempre alternati ad interventi brevi ma di crescente importanza: Liceo Morgagni, Campusinfesta a Fisciano (SA) e poi al Fiesta, ospiti dei Latte e i Suoi Derivati.

Nell'autunno dell'anno successivo (2005) un'inaspettata slavina di fortuna travolse la band, trascinandola fino alla 62° Mostra del Cinema di Venezia, ospiti di Cinemavvenire, e poi nel foyer del Teatro Eliseo, alla Sapienza occupata, a via dei Fori Imperiali, nel gigantesco Geronimo's di Marino e al Fonclea.

Il concerto al Cineporto dell'estate successiva fu l'ultima esibizione della suddetta formazione: a fine concerto il grande Matan disse scendo un momento a comprare le sigarette e di lui non si seppe più nulla. Fu un duro colpo: il gruppo dovette vagabondare per mesi alla disperata ricerca di un rimpiazzo adeguato. Non lo trovò. Finchè, da una coltre di fumo in un cesso di autogrill, apparve Fernando Morgan, un simpatico hooligan della musica vocale con il primo album dei Neri per Caso tatuato sul braccio e pronto ad uccidere pur di unirsi a noi. E così, pochi mesi dopo, il gruppo ripartì debuttando in due locali di abominevole prestigio nel panorama musicale capitolino, il the Place e successivamente il Big Mama.

Il 2007 fu l'anno della svolta. In principio apparve infatti una donna di nome Susan, un perfetto incrocio tra manager e bambinaia. Costei, per contrastare una ormai dilagante anarchia organizzativa, trasformò il settetto in una sorta di asilo militare, guadagnandosi cosí il titolo di Anonimamma. Intanto i concerti proseguivano e, dopo un brillante intervento a una rassegna corale in Piazza del Campidoglio, l'Anonima si ritrovò a cantare per il September Concert nella Galleria Alberto Sordi. A fine concerto la band fu avvicinata da un ragazzo apparentemente innocuo, che invece si scoprí essere un importante redattore televisivo: questi propose al gruppo di partecipare a una delle trasmissioni dell'Innominato, e fu cosí che il settetto venne catapultato per la prima volta nell'etere, apparendo prima su SKY, nella trasmissione Stella, e poi su Canale 5, ospite del Maurizio Costanzo Show. Fu un successo: il sito venne travolto da una slavina di accessi, mentre orde di fan urlanti imploravano di conoscere l'omino con la pianolina verde, o quello che fa la cornacchia… Ciononostante i Magnifici non si montarono la testa piú di tanto, neanche quando – pochi giorni dopo – vennero invitati a esibirsi come ospiti al Blue Note di Milano.

Da quel momento le porte del successo si spalancarono, e l'ormai celebre settetto debuttò al Teatro Morgana - il ridotto del Brancaccio – dividendo il palco con artisti quali Olcese e Margiotta, Dado, Pino Insegno e tanti altri. Alle tante serate dal vivo – tra cui ricordiamo il premio Voceania alla Sala Umberto, il Malborghetto Roma Festival e ben tre edizioni del September Concert - il gruppo alternò numerose apparizioni televisive, comparendo a La Botola e Uno Mattina su Rai Uno e finendo perfino nell'edizione serale del TG2.

Nel frattempo l'Anonima decise che era giunto finalmente il momento di incidere un vero album e, rinchiusi per mesi nei famosissimi Tugurio Recording Studios dell'Olgiata, registrarono un disco di ben undici tracce, ben presto entrato nella storia della musica a cappella.

Tutto filava liscio fin quando un giorno Michele disse Ehi, ma Matan che fine ha fatto? Vado a cercarlo e da quel momento anch'egli sparì. L'Anonima si trovò nuovamente sprovvista di un elemento. Dopo attente riflessioni il gruppo decise che non era il caso di prendere un altro cantante, sarebbe sembrato, come dire, scontato. E fu così che dopo lunghe ricerche rinvennero, quasi per caso, un ragazzo di nome Paola, conosciuto nel mondo dell'Hip Pop col nome di Alien Dee, a soli ventotto anni già mostro sacro nell'arte della beatbox (la capacità di riprodurre suoni di batteria con la voce). Paola entrò nel gruppo a pochi giorni dalla presentazione del disco al Big Mama. Il resto è storia…

A tutto questo va aggiunta l'attività di cantanti ambulanti: una volta ogni tanto, di sera e temperature permettendo, gli Armonisti occupano piazza Campo de' Fiori all'angolo con via dei Giubbonari. In quel ridente luogo, tra una sparatoria e una rissa, si esibiscono senza microfoni, coinvolgendo gli sventurati passanti i quali, ammaliati da tanta arte, si fermano in massa bloccando letteralmente lo stretto pertugio.

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